27 Aprile 2021
RECOVERY: COLDIRETTI, 600 MLN ANCHE PER I 303 BORGHI VENETI. RICADUTE ANCHE PER LA VALORIZZAZIONE DI 673 MALGHE DA RECUPERARE.

 RECOVERY: COLDIRETTI, 600 MLN ANCHE PER I 303 BORGHI VENETI

RICADUTE POSITIVE ANCHE PER LA VALORIZZAZIONE DELL’ARCHITETTURA CONTADINA: 673 LE MALGHE DA RECUPERARE

 

27 aprile 2021 - Sono 303 i borghi veneti che potrebbero essere interessati dallo stanziamento di 600 milioni di euro per interventi di restauro e di riqualificazione dell’edilizia rurale e storica. In Veneto, i piccoli centri rappresentano il 52,7% della totalità dei paesi del territorio regionale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la misura per la tutela e la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale contenuta nell’ambito “Turismo e cultura” della missione uno del Recovery Plan. Si tratta di una svolta – commenta Coldiretti Veneto – che può riguardare anche il recupero degli edifici rurali salvando un immenso patrimonio edilizio rurale di circa 673 malghe che custodiscono l’architettura contadina dando forma al paesaggio come espressione dell’identità dei luoghi in una relazione di integrazione tra i sistemi produttivi locali e la conservazione della biodiversità agricola.

Si inizia a programmare l’Italia del post Covid oltre a salvare la ricchezza rurale composta da 2 milioni di cascine, fattorie, masserie e stalle a rischio degrado. Una occasione anche per alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani senza un ulteriore consumo di suolo e il rischio di cementificazione in un territorio già fragile. In questo senso il Veneto – spiega Coldiretti – ha già dato con quasi 230 mila ettari urbanizzati. Un primato di cui certo non si deve andare fieri”.

La misura ha dunque un valore storico, culturale, paesaggistico ma anche urbanistico perché – sottolinea la Coldiretti - aiuta a ridurre i rischi di assembramento e la pressione abitativa nelle città. In questo contesto – precisa la Coldiretti - va ricordato anche lo stanziamento di 300 milioni per valorizzare parchi e giardini storici che oltre ad assicurare spazi di socializzazione all’aperto tengono indissolubilmente legati valori storico-culturali e valori ambientali che interessano tra l’altro la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno e la riduzione del livello di inquinamento.

Con la grande spinta verso lo smart working, il distanziamento e le limitazioni agli spostamenti – sottolinea la Coldiretti – l’emergenza Covid ha stravolto le abitudini sociali e lavorative degli italiani che sono tornati a guardare le campagne fuori dalle città non solo come meta per gite fuori porta, tanto che il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi – evidenzia Coldiretti – registra aumenti anche del 29% sui siti specializzati.

Un fenomeno favorito anche – continua Coldiretti – dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali.  In Italia i centri sotto i 5mila abitanti sono, infatti, 5.498, quasi il 70% del totale, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentando il 54% dell’intera superficie italiana hanno anche ampi margini di accoglienza residenziale in un paesaggio fortemente segnato – spiega la Coldiretti – dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti fioriti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico.

E’ chiaro che in questa ottica – continua Coldiretti – è importante  colmare i ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane visto che solo il 76 % delle famiglie italiane dispone di un accesso internet e appena il 75 % ha una connessione a banda larga ma la situazione peggiora notevolmente nelle aree rurali con appena il 68% dei cittadini che dispone di connessione a banda larga nei comuni con meno di duemila abitanti, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al 2019.

“Facciamo i conti ogni giorno con insostenibili ritardi sulle infrastrutture telematiche ed è quindi strategico superare il digital divide che spezza il Paese fra zone servite dalla banda larga e altre invece no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si tratta di una scelta strategica importante anche per promuovere nuovi flussi turistici nelle campagne offrendo allo sguardo del visitatore la bellezza del paesaggio, le tradizioni e la cultura di un’agricoltura in armonia con la storia e l’ambiente”.

 

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