20 Luglio 2009
PRESENTATA IN COLDIRETTI VENETO L’ OPERAZIONE VERITA’ ALLE FRONTIERE

 

DA DOMANI BLOCCHI AI VALICHI CONTRO LE IMPORTAZIONI DI LATTE STRANIERO
Al porto di Venezia alle ore 11.00 una barriera giallo verde fermerà le navi

 
20 luglio 2009 - Un comparto in rosso. E’ il lattiero caseario che da alcuni mesi segna i risultati decisamente negativi: per ogni quintale di latte prodotto l’allevatore sopporta una perdita che supera i 10 euro.
Non di meno il settore cerealicolo che manifesta una bassa remunerazione delle granaglie.
A ruota, pur tenendo bene, l’ortofrutta deve fare i conti con l’aggressività dei paesi esportatori.
L’elenco potrebbe continuare, essendo il Veneto e l’Italia contrassegnati da un bilancio agroalimentare tutt’altro che positivo.
E’ questo il quadro presentato oggi in occasione della conferenza stampa organizzata da Coldiretti Veneto per illustrare il programma delle iniziative legate all’OPERAZIONE VERITA’ ALLE FRONTIERE alla quale hanno partecipato: l’europarlamentare Sergio Berlato, gli onorevoli Marco Stradiotto e Giampaolo Dozzo, il presidente della IV commissione regionale Clodovaldo Ruffato, della prima Amedeo Gerolimetto e l’assessore regionale alla sicurezza alimentare Elena Donazzan.
"Ci rendiamo conto dell’importanza del settore agro-industriale nell’economia regionale e nazionale – ha detto Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto - ma vorremmo che si introducesse una completa trasparenza nelle produzioni per consentire un consumo consapevole da parte dei cittadini"
La tesi di Coldiretti è stata condivisa a livello politico regionale da subito, tant’è che all’indomani della manifestazione dello scorso maggio il vice-presidente del governo veneto, Franco Manzato, ha promosso e inviato al Parlamento un disegno di legge per assicurare la piena tracciabilità dei prodotti del latte e dei suoi derivati.
"Un’iniziativa unica in Italia - ha sottolineato Piazza – e un intervento assolutamente necessario perché, solo in Veneto, le importazioni di latte superano la produzione realizzata"
In Italia, si producono 110 milioni di quintali di latte e s’importano 80 milioni di quintali, tuttavia chi consuma forse non sa che 1 litro su 2 non è italiano.
In Veneto, terza regione produttrice in Italia, con 4.823 allevamenti che producono 11.561.000 quintali di latte, si rileva una caduta netta della redditività dell’impresa.
Simile anche la situazione anche il grano tenero dove l’import è pari alla produzione nazionale.
Lo spaccato che riguarda l’ortofrutta, pur nel complesso in salute, rivela sofferenze in alcuni casi dove la concorrenza è alta. Due esempi? la patata e le pere dove la Francia e l’Argentina rappresentano i principali competitors.
"Attenzione non combattiamo la frutta esotica, pur sapendo quanto ci costano dal punto di vista ambientale i chilometri percorsi dalle 788 milioni di tonnellate di banane dall’ Ecuador o le 266 milioni di tonnellate di ananas dalla Costa Rica, spesso trattate con agenti fitosanitari da noi proibiti. Vogliamo solo la valorizzazione del Made in Italy.
Per recuperare margini di reddito è necessario affidarsi alla fiducia dei consumatori, spesso tradita dalla grande distribuzione organizzata (gdo) e dalla industria alimentare.
"Siamo infatti convinti – ha continuato Piazza - che se tutta la produzione fosse tracciata all’origine, e se si rafforzasse il sistema dei controlli sanitari, si differenzierebbero i veri prodotti del territorio dai falsi creati ad arte partendo da latte non locale a buon mercato.
Molti ancora non sanno che vengono importate migliaia di tonnellate di formaggi duri, i cosiddetti similgrana. Come non sanno che, le grandi quantità di concentrato proteico di latte importate, servono per la produzione di formaggi teneri come ad esempio le casatelle e gli stracchini".
"Il sistema sanitario nazionale, attraverso i suoi servizi territoriali, è a conoscenza dei percorsi di partenza e di destinazione di tutti i flussi di latte e derivati - ha continuato Piazza - E’ importante, dunque, pubblicizzare i dati, per assicurare ai cittadini e agli operatori una completa informazione che oggi manca, nonché intensificare i controlli sanitari sulla qualità dei prodotti che arrivano in Veneto dall’estero"
Per questo motivo – ha annunciato Piazza – da domani migliaia di agricoltori veneti bloccheranno i valichi di frontiera. Delegazioni provenienti da ogni provincia a turno saranno presenti al Brennero come a Tarvisio per impedire l’accesso di merce non identificata".
"Sempre domani saremo impegnati alle ore 10.30 in un sit-in davanti all’assessorato alla sanità poi ci sposteremo al porto di Venezia per innalzare una barriera giallo verde contro ‘le tipicità foreste’ – ha concluso il leader dei coltivatori – vogliamo simbolicamente fermare gli inganni e smascherare le contraffazioni al nostro patrimonio enogastromico richiamando l’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica. La nostra mobilitazione interessa tutti"

PROGRAMMA MARTEDì 21 LUGLIO

Ore 9.00 Inizio corteo Piazzale Roma

ORE 10.30 SIT IT DEGLI ALLEVATORI
sede ASSESSORATO SANITA’ REGIONE VENETO
Dorsoduro 3494
I manifestanti saranno ricevuti dall’Assessore alla sicurezza alimentare Elena Donazzan

ORE 11.00 OCCUPAZIONE PORTO DI VENEZIA
Santa Marta Fabbricato 13
Incontro con l’autorità portuale Paolo Costa
UN CORDONE UMANO INNALZERA’ UNA BARRIERA SIMBOLICA GIALLO VERDE CONTRO L’ IMPORTAZIONE DI PRODOTTI NON IDENTIFICATI

Gli italiani lo fanno meglio

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