7 Luglio 2010
COLDIRETTI PRESIDIA IL BRENNERO

 Bosco: «Abbiamo le prove del continuo inganno ai consumatori»
Toffoli: «Pasta Barilla albanese, limoni sudafricani, cagliate per produrre formaggi rigenerati, latticini che viaggiano insieme ai tondini di ferro. Deve finire»
 
Una sarabanda agroalimentare al passo del Brennero, sotto gli occhi degli imprenditori Coldiretti. «Latte diretto alla Cooperlat di Ancona, prosciutti inviati nelle aree di produzione del Parma e del San Daniele, pomodori dal Belgio destinati a Padova e Verona, kiwi cileni confezionati col nome italiano “Salvi”. E’ stato fermato adesso un tir di un cosiddetto formaggio, a crosta rossa, composto al 48 per cento da cagliata e quindi un prodotto rigenerato, non ottenuto direttamente dalla lavorazione del latte intero fresco e che verrà comprato dai consumatori inconsapevoli come normale formaggio. La nostra auto civetta lo sta seguendo per scoprire dove è diretto».
Queste sono le parole del direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli, raggiunto al telefono mentre, col presidente Valentino Bosco, una cinquantina di coltivatori polesani e migliaia di soci Coldiretti di altre regioni, sta presidiando il valico del Brennero per scoprire quale cibo straniero entra in Italia e viene venduto a prezzi straccati con nomi italiani o mischiato col prodotto nostrano, producendo concorrenza sleale e grave danno economico agli agricoltori.
«Questi controlli di frontiera sono un momento importante di democrazia – aggiunge il presidente Bosco – Non siamo contro i prodotti stranieri, ma pretendiamo l’etichettatura di provenienza e la tracciabilità anche sul prodotto trasformato, perché il consumatore sia messo in condizioni di scegliere tranquillamente. Questa situazione di confusione e disinformazione nell’agroalimentare non può continuare. E’ un inganno ai danni del cittadino e dei produttori – conclude il presidente – E’ il momento che il ministero della Salute e le Regioni rendano pubblici i dati dei quantitativi e delle destinazioni del cibo che entra in Italia perché vi sia trasparenza sul mercato senza accampare false tutele della privacy».
 
Il presidio di Coldiretti al valico del Brennero si sta protraendo da ieri, in contemporanea con quelli in vari porti italiani. «I tir vengono fermati dalla Polstrada – spiega il direttore Toffoli – e controllati dalla Guardia di finanza, mentre noi filmiamo e documentiamo. Mi giunge adesso notizia dal porto di Ancona dell’arrivo di una nave container di pasta a marchio Barilla, già confezionata, proveniente dall’Albania – dichiara e prosegue il racconto di ciò che ha visto – Qua un tir è stato bloccato perché trasportava latticini insieme a tondini di ferro alla faccia dell’igiene e della sicurezza alimentare. Latte diretto in Puglia che si farà più di tremila chilometri, speck Alto Adige marchiato Igp proveniente dall’Austria, limoni del Sudafrica diretti a Milano, come se in Italia non producessimo agrumi. L’approvazione della tracciabilità ed etichettatura obbligatorie anche sui trasformati è ormai improcrastinabile».

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