15 Giugno 2010
AGRICOLTURA E CAMBIAMENTO CLIMATICI

 Filiere produttive e sistemi energetici di valore ambientali

A VALLEVECCHIA IL CONVEGNO DI COLDIRETTI E VENETOAGRICOLTURA SULLE BIOENERGIE

 
15 giugno 2010 - Coldiretti in collaborazione con Veneto Agricoltura ha organizzato un convegno a Valle Vecchia nell'azienda sperimentale per approfondire il contributo dell'agricoltura alla riduzione di gas climateranti, attraverso il potenziamento dei serbatoi di carbonio (terreni agricoli, forestazione), la riduzione delle (modeste) emissioni climateranti del settore agricolo (es. metano in zootecnica) e la produzione di energia da fonti agricole e forestali rinnovabili prodotte localmente.
Nel corso del seminario sono emersi due aspetti cruciali: la valorizzazione dei terreni agricoli come serbatoi di CO2 in eccesso e il ruolo dell'impresa agricola agro-energetica.
I vari relatori: tecnici, ricercatori, operatori del settore hanno messo in evidenza argomenti probanti, per correggere metodi e tecniche eventualmente impattanti e favorire lo sviluppo di filiere e tecnologie che inducono qualificati ed importanti benefici energetici e ambientali.
Dopo il saluto di Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura sono seguite le relazioni introduttive di Francesco Maria Ciancaleoni dell'area ambiente e territorio di Coldiretti, di Roberto Jodice professore del Centro di Ecologia di Gorizia, di Giustino Mezzalira responsabile del settore bioenergie di Veneto Agricoltura e di Carlo Alberto Campiotti docente Enea.
Grande attenzione è stata riservata al problema del riscaldamento globale derivante dall'aumento delle emissioni di gas ad effetto serra, soprattutto anidride carbonica, che ha stimolato recentemente l'interesse sull'uso dei terreni agricoli come serbatoi (sink) della CO2 in eccesso. Il suolo rappresenta, infatti, il maggiore serbatoio terrestre di C organico dopo i giacimenti fossili.
Ad esempio, l'incremento programmato di un solo 0,1% di C organico nei suoli italiani contribuirebbe ad una sottrazione di CO2 dall'atmosfera, a tutt'oggi non debitamente considerata, di 275.000 Gg (275 milioni di tonnellate), che equivalgono a circa la metà delle emissioni totali annue nazionali di CO2.
“Ci sono quindi diversi elementi ha precisato il dr. Ciancaleoni di Coldiretti - per riconsiderare il ruolo delle attività rurali sostenibili in questo settore, anche se lo sforzo per calcolare il contributo di una pratica agricola all'incorporazione del carbonio nel suolo richiede numerosi affinamenti”.

“La zootecnia sul “banco degli imputati” delle emissioni climateranti: e' una strumentalizzazione ha sottolineato Roberto Jodice - i dati evidenziano una riduzione di circa il 10% delle emissioni di metano rispetto a quelle del 1990, già in assenza di interventi specifici.
Le motivazione va ricercata nella riduzione di capi in allevamento, in particolare di lattifere, a cui si assiste da diversi anni, riduzione che con buoni margini di certezza si può ipotizzare anche per il prossimo futuro.
Il settore zootecnico, pertanto, non solo risulta in linea con gli obiettivi fissati, ma può fornire un positivo contributo alla mitigazione delle emissioni di altri comparti produttivi.
L'impresa agricola e agro energetica ha concluso Giorgio Piazza presidente nazionale delle Fattorie del Sole di Coldiretti e ha a disposizione molteplici opportunità nel settore. In primo luogo, sono evidenti le possibilità dell'azienda agricola, agroalimentare e forestale nella produzione e riutilizzo di biocombustibili solidi come biomasse forestali, residui agricolo-forestali e agroindustriali per la produzione di energia termica ed elettrica.
Un ambito più specifico, ma non meno promettente, è rappresentato dal recupero di energia da effluenti zootecnici, anche in codigestione con materiali vegetali (biogas). La pollina può essere trattata come i biocombustibili solidi. Inoltre, la diffusione del fotovoltaico in ambiente rurale può rappresentare una prospettiva interessante”.
Il leader dell'Organizzazione agricola ha spiegato che occorre una forte volontà politica per concretizzare attraverso incentivi lo sviluppo di energie rinnovabili veramente sostenibili come quelle prodotte dallagricoltura.
Questo intento non si è fino ad ora realmente realizzato.

 
 
 
 

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